L’ Aloe vera & Ulivìs

L’Aloe è una pianta della famiglia delle Aloaceae, presenta foglie carnose a margine spinoso, lunghe 30-50 cm; fiori tubulari giallo brillante o rossi, disposti a grappolo in cima ad una sottile infiorescenza a spiga. Nativa dell’Est dell’Africa si è diffusa in seguito al nord Africa, paesi mediterranei, penisola arabica e Cina.

Da oltre 6000 anni all’Aloe è riconosciuto un uso curativo.

Notizie sull’Aloe si trovano in tavolette sumeriche e nel papiro egizio di Ebers, nel De Materia medica di Dioscoride, in cui è possibile leggerne una monografia completa. Il suo uso era diffuso tra gli Indù, i Cinesi, gli Ebrei e gli Arabi.
Il fitocomplesso di gel d’Aloe è ricco in idrossiantraceni e polisaccaridi.
Nell’uso per via orale, le attività primariamente riconosciute sono quelle Antinfiammatoria ed Immunostimolante.

L’attività Antinfiammatoria del gel dell’Aloe è stata oggetto di molti studi. Davis e collaboratori hanno dimostrato che il gel privato degli antrachinoni è più attivo rispetto al gel non trattato. Davis e Maro hanno ipotizzano che una sostanza giberellino-simile sia la responsabile dell’attività antiinfiammatoria dell’Aloe. I meccanismi d’azione proposti sarebbero molteplici: inibizione della conversione dell’istidina ad istamina nei mastociti ad opera del lattato di magnesio (che inibisce la carbossilasi istidinica); inibizione della COX da parte dei salicilati; inibizione del tromboxano B2 e della prostaglandina F2a con inibizione della cascata infiammatoria.

Non ci sono dubbi invece sull’azione Immunomodulante data dai polisaccaridi della pianta. Il meccanismo d’azione descritto sarebbe duplice: la frazione ad alto PM (Peso Molecolare) avrebbe un’azione di inibizione sul Complemento; mentre la frazione a basso PM agirebbe a livello dei Neutrofili inibendo il loro rilascio di Radicali liberi dell’ossigeno, probabilmente attraverso una riduzione della disponibilità di Calcio intracellulare.

Fra le molte azioni dell’Aloe sono da citare due studi clinici condotti su soggetti con ipercolesterolemia, che hanno concordemente dimostrato una significativa diminuzione dei livelli ematici di colesterolo alla fine del periodo di trattamento.